domenica 28 febbraio 2021
Riguardando "Peter Ibbetson"
martedì 19 gennaio 2021
"Linda di Chamounix" da Firenze
È un gioiello di vaporosità e finezze la Linda. Io la amo tantissimo, per nulla trovandomi a disagio difronte a certe ingenuità feuilletoniste. Sono proprio quelli gli aspetti che mi divertono e commuovono maggiormente, insieme alle accensioni drammatiche tutte memorabili. Tra i miei sogni impossibili c’è quello di usare la macchina del tempo per prendere parte al trionfo viennese di porta Carinzia. E pazienza se qualche mese più tardi i parigini storsero il naso rimpiangendo l’originale di d’Ennery. Per fortuna l’ho ascoltata più volte a teatro, anche con esiti festosi come a Zurigo e a Milano. Ancora non mi è successo, però, di vederla precedere dalla sua Sinfonia. Chissà poi perché. Si va di fretta e quest’opera è corposa davvero. Nel link potete ascoltare una Pratt sensazionale l'altra sera alla scena della pazzia, con taglio riaperto; carico ulteriore su un atto che è vero tour de force per il soprano. Ma la Pratt è artista a tutto tondo, incisiva tanto sulla corda sentimentale quanto su quella leggera e poi drammatica. Infine, nel guardarla, potreste forse immaginare figura più adatta di questa a impersonare la ragazza cresciuta alle pendici del Monte Bianco e in cerca di miglior sorte?
sabato 12 dicembre 2020
Susana
Una scena di sesso, implicita grazie a una battuta e a un fotogramma. Nel giro di quattro secondi.
«Passa il vento e si alzano le sementi»
È il Buñuel messicano di Susana, 1951.
mercoledì 9 dicembre 2020
Sulla prima della Scala
lunedì 7 dicembre 2020
Mank
sabato 5 dicembre 2020
Una piccola morte
A breve sarà l’anno di Dante. Si può anche riavvicinarlo tramite Ibn ‘Arabī, mistico e poeta che, secondo alcuni, avrebbe influenzato il Nostro per il matrimonio di intelligenza, amore e conoscenza. Questo romanzo percorre vita e pensiero del Doctor Maximus in lungo, in largo e in prima persona. Obiettivo ambizioso, certo, con stile letterario forse un po’ troppo dimesso per i miei gusti ma il passo è avvincente e le interpolazioni dei manoscritti sono un diversivo che incuriosisce. Il romanzo è pluripremiato e pluritradotto. Sono folgoranti certe massime di Ibn ‘Arabī («Il tempo è un luogo liquido e il luogo è un tempo solido») così come è ben tratteggiata la Siviglia multietnica e multiculturale a cavallo fra XII e XIII secolo:
martedì 1 dicembre 2020
"Otello" in tv dal Maggio Musicale Fiorentino